RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: ANCHE I COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI VENATORIE SONO NOCIVI PER L’AMBIENTE Non bastano gli incendi in questa estate infuocata a danneggiare l’ambiente: ci si mettono anche i comunicati stampa delle associazioni venatorie, che con i loro deliranti messaggi, rendono irrespirabile l’aria di Velletri e dintorni.
Non sappiamo da dove cominciare: se dalla disamina delle contraddizioni che caratterizzano l’articolo, o dall’analisi degli errori grammaticali e di sintassi oppure dalle calunnie gravissime e prive di senso lanciate da questi “signori”. Forse è meglio partire da queste perché riteniamo che possano interessare gli inquirenti che si stanno occupando degli incendi dolosi del giorno 18 agosto 2012 sul monte Artemisio. Con frasi allusive gli autori dell’articolo parlano di sovvenzioni date ad associazioni di volontariato, associazioni che avrebbero tutto l’interesse al ripetersi di eventi incendiari: ebbene noi pretendiamo, e credo non solo noi, ma tutti i cittadini onesti, i nomi e i cognomi dei destinatari di queste sovvenzioni, l’ammontare delle cifre, il nome degli enti pagatori. Ci vuole chiarezza e coraggio nell’affrontare queste questioni. Ma da una lettura approfondita pare che le associazioni venatorie puntino il dito sulla Protezione civile: se così fosse, sarebbe opportuno che la stessa organizzazione smentisse e magari si rivolgesse agli organi competenti per difendere la propria onorabilità, come sarebbe opportuno e urgente che le istituzioni, Parco Regionale e Comune, intervengano a sostegno della protezione civile che tanto ha fatto per tentare di limitare i danni provocati dall’incendio.
Noi continuiamo a chiederci “cui prodest?”: gli interessi speculativi di coloro che sono contrari alla difesa naturalistica della zona potrebbero essere motivi ispiratori dell’accaduto.
E non possiamo dimenticare che anni orsono è stato arrestato un noto bracconiere per uno dei tanti incendi sulla nostra montagna.
Ma ci poniamo una domanda ulteriore: come mai gli incendi hanno luogo proprio alle “falde del Monte Artemisio”? cioè nel luogo che costituisce l’assurda rivendicazione di esclusione dal Parco Regionale dei Castelli Romani e che dà il nome perfino ad un comitato? E’ una casualità che puzza proprio di bruciato.








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