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Valle Martella, prende corpo la rinascita di una sezione del PD

 

La sinistra è definitivamente morta? Questo è l’interrogativo che arieggia nell’ambito del centro-sinistra nazionale e di rispecchio anche nella cittadina gabina. Che la sinistra o come piace chiamarla al PD, il centro-sinistra, navighi in cattive acque ormai da tempo, non è certo un mistero. Ma una novità ad oggi c’è. In questo periodo storico sembra che qualcosa potrebbe cambiare. La politica torna finalmente a parlare della questione morale, della partecipazione con i cittadini, del rispetto delle regole, di primarie, conflitto d’interessi, e il PD potrebbe avere l’occasione di rilanciarsi e diventare un vero partito rappresentativo del popolo. Tematiche e discussioni che arrivano direttamente dai vertici del PD, che potrebbero però influire anche nella cittadina vicino alla capitale. La sinistra di Zagarolo, negli ultimi dieci anni, si è specchiata in quella nazionale ed il risultato è stata una sinistra comparabile a quella dei palazzi romani; litigiosa, divisa in mille correnti, e troppo spesso, disposta a svendersi come con l’allora neo Sindaco centrista Daniele Leodori. Il funerale della sinistra fatta di falce e martello a Zagarolo, è stato celebrato con la nomina di Sebastiana Nati (ex UDC) a Presidente dell’Istituzione di Palazzo Rospigliosi con il totale sostegno del PD. Una sinistra a Zagarolo spazzata via pian piano, iniziato tutto con la vittoria di Leodori circa dieci anni fa (ex DC) e anno dopo anno ha tagliato i rami della vera sinistra. Che Leodori portasse avanti il proprio partito (centro) a discapito della sinistra era chiaro come il sole quando chiuse l’unica sezione a Valle Martella, e qualche mese fa con la nomina della Nati conclude il suo mosaico; la sinistra a Zagarolo si è estinta. Ma ad oggi qualcosa è cambiato, il successore di Leodori, ovvero l’attuale Sindaco Giovanni Paniccia, in simbiosi con i vertici del partito, sembra essere cosciente che il PD deve ritrovare la diritta via se non vuol smarrirsi nell’oscurità. Un centro-sinistra che deve come prima cosa ritrovare il contatto con la gente, quel contatto che ad oggi sembra un utopia. Impensabile pensare di ricostruire il PD in modo capillare senza sezioni presenti nel territorio. La politica deve ritornare ad essere un punto di riferimento per il cittadino, deve essere lì quando il popolo lo richiede, deve trovarsi pronto quando gli elettori chiedono spiegazioni, in parole povere, deve tornare ad essere presente fisicamente nel territorio, riaprendo la sezione di Valle Martella e perché no, anche ai Colli. Un altro pilastro mancante al PD è la partecipazione. Molti auspicano che Paniccia, quale massimo esponente del PD a Zagarolo, vada a ripescare e mettere in funzione la macchina della partecipazione proposta qualche tempo fa da Piero Petrassi (IDV). Un altro atto dovuto alla collettività, è far scegliere ai cittadini il proprio candidato Sindaco. Come? Con le tanto “chiacchierate” primarie. Sarebbe bello se ogni singolo cittadino potesse esprimere la propria preferenza per chi dovrà candidarsi come primo cittadino della propria zona. Se il PD di Zagarolo avesse fatto le primarie anche nelle ultime elezioni, i cittadini si sarebbero risparmiati le polemiche e le ennesime divisioni interne al partito, che hanno portato alla nascita di una terza lista. Negli ultimi anni, il centro-sinistra gabino sembra si sia scordato di tener conto ai cittadini e quindi ai propri datori di lavoro. Per indire una assemblea pubblica per discutere o semplicemente informare la cittadinanza su qualsivoglia tematica, era necessario che la cittadinanza protestasse e s’incazzasse all’ennesima potenza prima di essere ascoltata. A volte il PD si perde in un bicchier d’acqua. E’ pieno di buoni propositi, predica bene, ma alla fine finisce sempre col razzolare male. Il risultato? Che quei cittadini che “ingenuamente” gli hanno dimostrato la propria fiducia, prima o poi si ritrovano con un pugno di mosche e iniziano a guardare su altri orizzondi. Probabilmente è arrivato il momento che il centro-sinistra decida cosa fare da grande. Il bivio che si trova davanti ha due sentieri. Uno fatto di specchi e giochi di poltrone; uno fatto di spine e partecipazione. Il PD è all’ultima chiamata prima dell’inevitabile gemellaggio con il PDL . La speranza dei cittadini che auspicano un grande cambiamento nella gestione del partito è indirizzato proprio a quegli esponenti giovani e di orecchio buono. Paniccia ad essere giovane è giovane; ma come è messo con l’udito?

Da “Il Nuovo Corriere” – giornalista: Alessandro Maura

 

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