Il piromane di Serrone ha colpito ancora, ma mai come questa volta ci sono seri indizi per trovarlo. Per la diciottesima volta è stato appiccato il fuoco alle falde di Monte Scalambra e per spegnerlo ci sono voluti almeno una ventina di lanci con il canadair della Protezione Civile regionale,
almeno dieci di schiuma e altrettanti di acqua, per avere ragione delle fiamme che hanno lambito alcune abitazione e, cosa ancora più grave, hanno inferto un’altra ferita al secolare bosco elcino.
Il giovane geom. Danilo Fraiegari, seduto davanti casa sua, ha sentito sbattere violentemente la porta di una piccola utilitaria e subito dopo dalla stessa direzione partire una macchina sgasando. Subito dopo ha visto il focolaio dell’incendio, che in un primo momento era, anche, riuscito a spegnere. Poi il vento, intorno alle 2 del pomeriggio ha fatto il resto. I Carabinieri della stazione di Piglio, sembra stiano sulle tracce del piromane, perché da parecchi giorni si seguiva una macchina bianca che ha assistito sempre da lontano a questi incendi, passando nei paraggi diverse volte come a “gustarsi” lo spettacolo.
Sul posto ovviamente il Corpo Forestale dello Stato, con gli agenti di Ceccano che erano di turno, i Vigili del Fuoco di Fiuggi e Alatri e soprattutto i meravigliosi ragazzi della Protezione Civile di Serrone, Anagni, Paliano, Genazzano, Piglio e di altri paesi che hanno dovuto lottare, almeno sei ore per avere ragione delle fiamme insieme agli aerei.
Altro terreno andato bruciato. Altre piante di alto fusto andate distrutte. Danni davvero incalcolabili anche questa volta. Pero, questa volta il “gatto” avrebbe lasciato lo zampino, speriamo che le indagini dei carabinieri di Piglio possano portare a capire una colta per tutte chi sia questo assurdo piromane che sta rovinando l’estate di Serrone e di quanti devono intervenire.



























Torna su