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Cronaca

Serrone, ancora “un inferno di fuoco” alle pendici del Monte Scalambra. Massiccio intervento dei ragazzi della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e della forestale (guarda le foto)

Ancora un altro inferno alle pendice di Monte Scalambra, dove sono andati a fuoco tre appezzamenti di oliveti ed ancora una volta l’origine sarebbe dolosa.

Anche questa volta il fuoco è partito, intorno alle ore 15  sulla vecchia strada che da Serrone porta alla frazione di San Quirico, mandando a fuoco tre appezzamenti di terreno di Proprietà di Marco Damizia, di Giulio Minori e di Bice Minori. Quest’ultima è la sarta che ha donato al Comune di Serrone, i costumi teatrali, tanto da far diventare Serrone il paese degli abiti teatrali, che sono stati indossati in scena da grandi attori italiani.

Purtroppo, anche questa volta sono andati a fuoco una trentina di ettari di terreno e migliaia di piante di olive, nonostante il prodigarsi dei Vigili del Fuoco di Fiuggi, dei ragazzi della protezione Civile di tutto il Comprensorio, sempre pronti ad essere degli angeli di salvezza, nonostante il violento caldo e disposti veramente a tutto. Sul posto anche il Sindaco di Serrone, Maurizio Proietto, che ha coordinato i lavori della Protezione Civile, insieme agli assessori Enzo Pallocca  ( lavori pubblici), e Natale Nucheli ( turismo e Cultura),  la  Guardia Forestale intervenuta con diversi voli di elicottero, che rifornito nel al vascone che è stato realizzato poco sopra alla zona andata a fuoco ossia il canalone di Fosso del Canale, con sovrastante abitazioni e animali da pascolo.

Il fuoco è stato acceso a neanche  una decina di metri da dove martedì era partito per rovinare oltre 50 ettari delle falde dello Scalambra, completando così il danno ambientale che si è ingigantito.

Tuttavia,  il piromane, che potrebbe però avere le ore contante, perché qualche serio indizio è stato raccolto, sta continuando a provocare seri danni alle culture.

Non è possibile che una guerra tra cacciatori romani e ciociari possa sfociare in tutto questo danno ambientale. Inoltree, c’è stato spiegato che la terra bruciata di fatto diventa zona in cui non si può più andare a caccia per una decina di anni.  Qualcuno teme che quanto prima andrà a fuoco anche la parte dello Scalambra sita nel comune di Roiate. Queste “stupide ripicche” tra cacciatorri stanno diventanto veramente pericolose.

 

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