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Economia

Roma, spending review, il Governo incassa la fiducia alla Camera

Rush finale per la spending review in Parlamento: dopo il via libera del Senato la Camera si è espressa a favore della fiducia sul decreto con 403 sì, 86 no e 17 astenuti. Nel pomeriggio ci sarà il voto finale sul testo, alle 15.45 circa..  Il decreto è arrivato in Aula senza aver subito modifiche rispetto alla versione passata con la fiducia a Palazzo Madama il 31 luglio.

Gli emendamenti al dl presentati dai gruppi e dai singoli parlamentari per l’Aula di Montecitorio sono circa 160, ma il governo, rappresentato in aula dal ministro dell’economia, Vittorio Grilli, ha posto la questione di fiducia a inizio seduta. Critiche al governo per “l’ennesima questione di fiducia” sono stati espressi da Lega e Idv. Il Carroccio parla di “compressione della democrazia”, mentre l’Italia dei Valori considera la fiducia chiesta dall’esecutivo “l’ennesimo bavaglio all’opposizione che voleva solo discutere di tre emendamenti”. Quanto ai contenuti, il provvedimento stabilisce norme che vanno dal taglio del personale della pubblica amministrazione, al riordino delle Province, allo stop ai cosiddetti  ’farmaci griffati’. Il provvedimento punta infatti a ridurre la spesa per l’acquisto di beni e servizi , rivede, tra le tante norme, l’organico della P.A. con un taglio, entro ottobre, delle dotazioni organiche delle amministrazioni centrali con un meno 20% la dirigenza e meno 10% il resto del personale e una revisione del turn over, prevede il contenimento dei costi per il parco auto e i buoni pasto e la riduzione delle spese per il funzionamento della presidenza del Consiglio. Nel maxiemendamento è stato accorpato anche il decreto dismissioni. Saranno invece accorpate l’Agenzia del Territorio con l’Agenzia delle Entrate, i Monopoli con l’Agenzia delle Dogane. Inoltre è previsto il finanziamento da parte dello Stato di Banca Monte dei Paschi che però dovrà contenere bonus e stock option per i suoi amministratori, pena sanzioni fino a un massimo di 129.000 euro. L’approvazione della spending review è l’ultimo impegno per l’Esecutivo prima della pausa estiva.

Ma fuori da Montecitorio va in scena la protesta degli statali con un sit-in e un flashmob per ribadire lo sciopero del pubblico impiego, fissato per il prossimo 28 settembre, e per dire, anzi scrivere, “basta parole”. Gli statali di Fp-Cgil, Flc-Cgil, Uil-fpl, Uil-Rua hanno utilizzato delle pettorine con lettere cubitali, che formavano le parole ’28-09-12 sciopero’ da un lato, e ‘basta parole’ dall’altro, per protestare contro gli effetti del provvedimento.

Francesca De Carolis

 

 

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