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Cronaca

Roma, in banca con “l’aiutino”. Arrestate tre persone che promettevano assunzioni facili

Associazione a delinquere finalizzata a commettere truffe, ricettazione e falso. Con queste accuse, alle prime ore dell’alba, gli agenti del Commissariato Trevi Campo Marzio, diretti dal dr. Lorenzo Suraci, hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone.

A finire in manette, un’ impiegata di un importante istituto di credito, un funzionario in pensione e la titolare di un importante atelier di moda di via dei Ludovisi.

Nel contesto dell’operazione sono state eseguite sei perquisizioni domiciliari a carico degli arrestati e di altre tre persone denunciate a piede libero per concorso nei reati contestati agli arrestati.

Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati documenti utili all’indagine, tra cui elenchi di nominativi con cifre versate, centinaia  di fascicoli personali  contenenti curriculum e documentazione individuale per l’assunzione nell’istituto di credito,  nonché vari atti  con logo contraffatto.

Iniziata lo scorso mese di luglio, a seguito delle denunce – querele sporte da alcuni giovani, che avevano riferito di aver pagato somme di denaro di 1500/2500 euro a dirigenti della banca in cambio di una  promessa di assunzione rivelatasi falsa, le  indagini erano proseguite con intercettazioni telefoniche e vari servizi di osservazione, che hanno permesso di  riscontare ed accertare l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere.

Gli indagati, per reclutare i candidati, avevano alle dipendenze una “rete“ di procacciatori, che usavano  l’ Atelier di moda di via Ludovisi come base logistica.

Grazie a tale sistema, sono stati  reclutati  centinaia di ragazzi da tutt’Italia (Napoli, Foggia, Milano, Forte dei Marmi, Calabria, Sicilia, Sardegna), quasi tutti giovani senza una stabile occupazione, disposti facilmente ad accogliere le richieste di denaro degli  indagati e allettati dalla prospettiva di trovare un posto di lavoro sicuro, considerando anche che le  promesse di assunzione  apparivano assolutamente verosimili.

Questo, grazie anche al coinvolgimento, al vertice dell’organizzazione, di veri funzionari o ex  dell’istituto di credito,  tra cui  P.S. e S.C., che organizzavano finti concorsi all’interno di sedi della banca,  distribuendo  quiz di esame corrispondente a quelli reali, con tanto di logo  contraffatto.

Il giro era così ampio che anche la direzione dell’istituto di credito ne era venuta a conoscenza, denunciando l’accaduto, dopo che  i candidati avevano iniziato a parlare di tali concorsi  su alcuni forum esistenti su internet.

L’attività criminale è andata avanti per circa due anni, sino a quando alcuni candidati, stanchi per i continui rinvii, resisi conto di essere stati truffati,  hanno sporto denuncia alla Polizia che è riuscita a mettere fine all’attività della banda.

 

 

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