Il consigliere provinciale del Pd, Cinelli, condanna le intenzioni di dimissioni non dimostrabili e non annunciate dal Presidente Iannarilli ed omette, nella sua fiacca arringa, le dimissioni reali presentate dall’allora Presidente della Provincia, Francesco Scalia, per conseguire la poltrona di Assessore regionale.
La stabilizzazione degli Lsu, al contrario di quanto afferma lo smemorato Cinelli, ha avuto un impulso decisivo dalla Provincia di Frosinone guidata dal centrodestra, che ha attivato un’esperienza pilota a cui altri enti locali si sono associati, decretando il nostro intuito amministrativo come modello positivo in favore dei lavoratori.
Sulla Multiservizi Cinelli si dissocia dalla verità, dimettendo il buon senso dal confronto e impuntando a Iannarilli responsabilità che appartengono alla sinistra, che in modo raffazzonato intraprese una procedura concorsuale incongrua, speculando sulle legittime aspettative occupazionali di molta gente considerata alla stregua di mano d ‘opera elettorale.
Nonostante ostacoli economici e giuridici abbiamo manifestato la volontà di imprimere un percorso ispirato alla legalità ma le normative rendono lo stesso percorso impraticabile. Il buon Cinelli, esperto del diritto, dovrebbe sapere di questa impraticabilità. Il disastro lo abbiamo ereditato e il Presidente Iannarilli, con la sua maggioranza, sta rimediando all’inquinamento amministrativo prodotto dalle sinistre. Il parolaio Cinelli, però, persiste nel descrivere una realtà evanescente e incompatibile con la verità, inserendosi di diritto nell’antologia delle banalità.
Addirittura, Cinelli, vede nella presenza del Presidente alle manifestazioni popolari qualcosa di disdicevole, una perdita di tempo magari, offendendo l’importanza delle tradizioni e dei nostri popoli.
Ma i fatti non possono essere derubricati e la vuota chiacchiera non può essere elevata a sistema di governo. Infatti il Presidente Iannarilli ha sempre anteposto gli interessi locali ad una imbolsita disciplina di partito e ha sempre proposto la voce stentorea della rappresentanza territoriale alla voce fioca dei parolai abituati a ricamare tattiche di attesa con il linguaggio ipocrita di chi predica bene e razzola male. Cinelli e la sinistra sono l’espressione plateale del disastro e i debiti milionari dell’Agenzia di Formazione lo certificano in grandezza inconfutabile. Cinelli cambi disco e nenia, perché dopo lo sbadiglio irrompe il sonno. Anche per questo riteniamo chiusa questa inutile, vuota e noiosa polemica”.








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