“In merito alla vicenda delle osservazioni del Comune di Paliano al piano dei rifiuti regionale penso che sia doverosa una seria riflessione sull’operato dell’attuale amministrazione palianese e nel particolare del sindaco Sturvi. La vicenda mostra – spiega il consigliere d’opposizione Domenico Alfieri
(la coccinella PD) – senza alcun dubbio l’incoerenza del primo cittadino e mette in luce le non verità che lo stesso ha detto ai palianesi in merito alla posizione politica dell’amministrazione
riguardo l’impianto di Trattamento Meccanico Biologico che il commissario prefetto Sottile ( se si dice sottile si dice governo n.d.r.) intende costruire a Paliano in località Castellaccio.
Penso che il primo cittadino di un qualsiasi paese o città, debba essere esempio per tutti a livello morale, di condotta, di immagine. Per tale motivo penso che il sindaco di Paliano
non sia più adatto a ricoprire tale ruolo e che debba rassegnare le dimissioni.
Un primo cittadino che mente spudoratamente ai propri cittadini e tradisce la loro fiducia non può più rappresentarli, questo ruolo non gli compete più non lo merita.
Sturvi ha mentito ai palianesi tutti, ha dichiarato di essere contro l’impianto di Tmb a Castellaccio mentre nel febbraio del 2011 ha inviato una lettera alla Regione Lazio ed alla giunta Polverini dove
chiedeva esplicitamente che l’impianto di Tmb fosse realizzato a Castellaccio e che i rifiuti dei romani fossero portati da noi, nel nostro paese, nella nostra provincia.
Nella lettera inoltre affermava di condividere il cambio di ambito territoriale di Paliano ed Anagni.
L’opposizione è in possesso della lettera e la renderà pubblica per mettere a conoscenza tutti i cittadini della Valle del Sacco del suo contenuto. Caro sindaco, tu non sei più il mio sindaco”.
L’Alfiere del Capitano ha parlato. Ha sentenziato che il Sindaco Sturvi non è più il suo sindaco. Quando mai lo è stato? Quindi il nostro “Alfiere”, torna sulla famosa lettera di Sturvi alla Regione con la quale chiedeva se proprio dovevano mettere un TMB a Colleferro, vicino al parco La Selva, era meglio metterlo a Castellaccio, dove la sinistra ha riconvertito quel sito in “monnezzaio di Frosinone e provincia”. Peraltro, sito CDR autorizzato da Francesco Scalia Presidente della Provincia con tanto di avallo di Marazzo- Montino. Così, “aggratisse” ci prendiamo tutta l’immondizia di Frosinone. A pagamento dobbiamo rinunciare a 700.000 euro l’anno ( di ristoro ambientale) e 40 posti di lavoro. Questa è la politica del lavoro che vogliono certi compagni ?
Possiamo anche capire l’aspetto umano della faccenda; ma di immondizia non è mai morto nessuno, visto che l’immondizia la produce l’uomo. Andiamo a controllare bene il funzionamento di queste macchine. Altrimenti finirà che l’immondizia ce la dovremmo mangiare!
Che dite cari amici lettori?
Non c’è un solo comune che vuole questa immondizia in tutto Lazio mentre in Toscana con l’immondizia, taluni comuni “rossi” si sono arricchiti.
Però noi l’abbiamo l’ardire di poter dire “No” ad ogni costo.
La sinistra è ferma alle polemiche strumentali ed ancora non riesce a capire che l’immondizia ai cittadini non interessa, come evidentemente dimostrato dalla scarsissima partecipazione alle varie iniziative che si stanno proponendo.
Se questo argomento va bene alla sinistra lo seguiti a fare ugualmente. Tanto è come il cane che abbaia alla luna. ( G.F.)








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