E’ stato un grande successo la riedizione di “Amore non vuol dire differenza” elaborata da Giovanni Bonomini, che oltre trecento anni fa venne suonata come serenata nell’atrio del palazzo Colonna di Roma per Lorenzo a Lorenza nella notte di San Lorenzo.
Così, grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori del Festival “Echi Barocchi”, Achille Pacciani, Maurizio Turriziani e dal presidente del locale circolo Arci, Mario Alfredo Scollo, i quali non hanno nascosto la loro sorpresa per la partecipazione di pubblico che, proveniente anche da fuori Paliano, numeroso ha seguito, il 10 Agosto scorso la suggestiva rappresentazione, nel Cortile del Palazzo Ducale, della serenata “Amore non vuol diffidenza”composta da Giovanni Bononcini per la Famiglia Colonna nel 1695, ed eseguita magistralmente, a distanza di 317 anni, dall’ensamble “Cappella Musicale Enrico Stuart duca di York” di Frascati, diretta dal Maestro Gian Carlo delle Chiaie (utilizzando la partitura gentilmente messa a disposizione dalla Fondazione Arcadia di Milano), e che di fatto li ha catapultati in un epoca lontana, della quale hanno potuto rivivere le atmosfere ed il fermento culturale tipico delle corti romane di fine Seicento. Tra i presenti anche il Direttore Artistico della neonata rassegna internazionale di musica antica “Trebantiqua” di Trevi nel Lazio, l’organista Giuseppe Schinaia, il quale si è complimentato per realizzazione dell’evento culturale.
Del resto, l’ottimo risultato ottenuto non era poi così scontato e questo malgrado l’indiscussa bravura degli artisti intervenuti e del repertorio presentato. Evidentemente, però, la buona organizzazione unita alla suggestiva scenografia offerta dal Cortile di Palazzo Colonna hanno contribuito a fare di “Echi Barocchi” una manifestazione culturale di sicuro successo e un punto di partenza per il futuro.
Ma come di consueto l’altro grande elemento di forza del Festival è costituito dall’organo Cesare Catarinozzi del 1727, definito dagli esperti «un autentico capolavoro dell’arte italiana» e pertanto di valore inestimabile, custodito nella Collegiata di S. Andrea Apostolo, con le sue 564 canne (quelle visibili nella facciata suddivisa in tre campate sono 31).
E proprio la voce del prestigioso organo barocco sarà l’indiscussa protagonista del secondo appuntamento in programma Domenica 19 Agosto alle ore 18,30.
Ad eseguire alcune composizioni di autori francesi ed italiani del ’700 sarà l’organista Gian Carlo delle Chiaie, ormai quasi “cittadino onorario” di Paliano, avendo curato le precedenti edizioni del Festival, il quale sarà accompagnato anche dalla viola da gamba suonata da Maurizio Di Chio, diplomatosi in tale strumento presso il Conservatorio di “Santa Cecilia” in Roma e interessato alla musica antica e alla sua relativa prassi esecutiva.









































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