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Agricoltura

Lazio, da consiglio regionale ok a proposta di modifica legge caccia. Abbruzzese: “evitiamo apertura di infrazione ue nel lazio”

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese, ha approvato a maggioranza la proposta di legge “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi europei e per l’esecuzione della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 15 luglio 2010”. Il testo, di iniziativa della Giunta, introduce modifiche alla normativa regionale in materia di tutela della fauna selvatica e gestione programmata dell’esercizio venatorio (legge 17/1995).

La modifica – ha spiegato nella seduta di ieri l’assessore alle Politiche agricole Angela Birindelli - “ha lo scopo di superare le censure mosse alla normativa regionale dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea. La normativa vigente, infatti, consente il prelievo in deroga di alcune specie di fauna selvatica normalmente non cacciabili durante la stagione venatoria e, nonostante sia stata modificata dalla legge 26/2007, a parere della Corte di giustizia ancora non soddisfa i requisiti previsti” dalla Direttiva comunitaria sulla conservazione degli uccelli selvatici. La proposta di legge approvata, in particolare, sostituisce integralmente l’articolo 35 bis della legge 17/95, che nella sua nuova formulazione evidenzia il carattere eccezionale e temporaneo degli atti di autorizzazione per le procedure di deroga. Inoltre il nuovo testo chiarisce che l’autorità abilitata a dichiarare la sussistenza delle condizioni di deroga è la Giunta regionale, inserisce una forma di salvaguardia per le specie in condizioni di criticità per consistenza numerica e delinea il ruolo delle Province nelle procedure di deroga.

“Si tratta di modifiche prettamente tecniche – ha sottolineato Il presidente della commissione Agricoltura Francesco Battistoni (Pdl) – che recepiscono le indicazioni della Comunità Europea, dal momento che è in corso un procedimento di infrazione”. E anche Roberto Carlino (Udc), nell’annunciare il proprio voto favorevole, ha messo in evidenza il “carattere di urgenza del provvedimento, per evitare la procedura infrazione dell’Unione europea e le relative sanzioni economiche”. Battistoni ha poi precisato che “con questa legge andiamo a sanare un vulnus, ma la legge 17/95 necessiterà di una revisione complessiva per poter essere adeguata ai cambiamenti che in questi anni hanno interessato l’attività venatoria”. “Oggi introduciamo alcune modifiche tecniche – ha quindi osservato il vicepresidente della commissione Agricoltura Mario Perilli (Pd) – ma non affrontiamo questioni che invece meriterebbero di essere prese in considerazione: il Piano faunistico regionale, il calendario venatorio 2012, il monitoraggio del funzionamento degli Ambiti Territoriali di Caccia”. Anche Filiberto Zaratti (Sel) ha rilevato la necessità di affrontare il problema “nella sua complessità” e di “rinfrescare la normativa regionale”, perché “questa Regione dal punto di vista della tutela della fauna e della disciplina dell’attività venatoria è lontanissima non solo dall’Europa ma da Regioni limitrofe, che hanno utilizzato l’opportunità della legge 157/92 per disciplinare e sostenere significativamente il processo al ripopolamento delle specie in difficoltà”.

Quanto alla proposta di legge, Perilli ha espresso perplessità in particolare sulla presenza nel testo della previsione del parere dell’Osservatorio faunistico regionale e del “riferimento ancora alle Province”. Perilli inoltre ha sollevato perplessità – come anche Zaratti – sul riscorso all’istituto della deroga.

Nella seduta di ieri l’aula aveva respinto un ordine del giorno presentato dai consiglieri della Lista Bonino-Pannella Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, con cui si chiedeva alla Giunta di “limitare il tasso temporale della deroga ad un arco temporale non superiore a 20 settimane, ovvero ad un termine non superiore a quello della corrispondente stagione venatoria, salvo eccezioni derivanti da motivate esigenze di tutela della salute o della sicurezza pubblica”.

 

Caccia; abbruzzese: “con legge evitiamo apertura di infrazione UE nel Lazio”

“Abbiamo evitato una sanzione dalla Corte di Giustizia europea che aveva ritenuto non fossero sufficientemente motivate le deroghe inserite dalla legge regionale sulla gestione programmata dell’esercizio venatorio e la tutela della fauna selvatica e che stava per avviare una procedura di infrazione nei nostri confronti”. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, a seguito dell’approvazione in Aula delle modifiche alla legge 335/2012.

“Questa legge, nella quale sono state inserite le motivazioni richieste e fatte le opportune modifiche – continua Abbruzzese – ci consente quindi di superare i rilievi che ci sono stati fatti e di permettere l’esercizio venatorio, in modo eccezionale e temporaneo, di alcune specie di fauna selvatica normalmente non cacciabili”.

“Certo è che si ravvisa la necessità di una revisione più generale dell’attività venatoria nella nostra regione, nell’interesse dei tanti appassionati, ma anche della tutela ambientale della fauna locale. Questo perché è giusto e ormai non più procrastinabile un allineamento alle Direttive europee in materia” – ha concluso Abbruzzese.

 

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