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Iannarilli: “Soddisfazione per un passo avanti importante per le sorti del Tribunale di Cassino” Abbruzzese: ora il governo tenga conto del parere del parlamento

“In data odierna, la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha licenziato la proposta relativa alla riorganizzazione della distribuzione complessiva dei tribunali ordinari e degli uffici giudiziari, da sottoporre alla votazione dell’Aula. La sede di Cassino è stata ritenuta, fortunatamente, tra i Tribunali non suscettibili di soppressione, in quanto situati in aree caratterizzate da fenomeni di criminalità organizzata, tenuto conto anche della specificità territoriale del bacino di utenza e della situazione infrastrutturale.- Scrive il Presidente Iannarilli-  Sono infatti ben 59 i comuni, di cui 5 campani, che al Tribunale di Cassino fanno riferimento, per un totale di circa 225.000 abitanti. A tale sede potrebbe essere accorpata la sezione di Gaeta, che ha un bacino di 105.000 abitanti, con 9 comuni situati ad una distanza da Cassino inferiore della metà rispetto a Latina. Il fattore discriminante è stato rappresentato dall’alto tasso di impatto della criminalità organizzata derivante da infiltrazioni camorristiche. Avevo annunciato i primi di luglio il mio impegno in prima linea, affinché venisse modificata in Parlamento la lista che prevedeva il taglio sconsiderato del Tribunale di Cassino, che deciso senza alcuna contestualizzazione, avrebbe comportato inevitabilmente conseguenze pesantissime in termini di congestionamento e paralisi delle funzioni e delle pratiche anche per il foro di Frosinone. Se la lista non avesse subito variazioni, non avrei votato in Parlamento quel provvedimento, fortemente penalizzante per il nostro territorio. Oggi, finalmente, possiamo tirare un sospiro di sollievo e ritenere d’aver fatto un importante passo avanti rispetto ad un problema dalla valenza politica e sociale, che è stato affrontato con impegno e determinazione da tutti, nessuno escluso, e a tutti dunque, deve essere riconosciuto il merito del risultato conseguito oggi. Non posso quindi che esprimere soddisfazione per il parere espresso dalla Commissione Giustizia della Camera, un segnale di forte attenzione e sensibilità, che ha confermato che i problemi della giustizia non si risolvono eliminando i tribunali, e che gli errori storici non possono essere evitati agendo solo ed esclusivamente sui costi e sulla razionalizzazione delle spese”. E’ quanto dichiara Antonello Iannarilli, Presidente della Provincia.

Abbruzzese: ora il governo tenga conto del parere del parlamento

“Con il parere approvato oggi dalla Commissione Giustizia della Camera, relativo allo  schema di decreto legislativo sulla nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, si completa in modo ineccepibile il compito che il Decreto di Legge Delega del 2011 assegnava al Parlamento, tramite le commissioni competenti, di esprimere il proprio parere rispetto al riassetto delle sedi giudiziarie italiane” . Lo sottolinea con una nota, Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio.

“Per quanto riguarda il Tribunale di Cassino apprendo con grande soddisfazione che anche i componenti della Commissione Giustizia della Camera hanno fornito al ministro della Giustizia importanti valutazioni, e per questo ringrazio in particolare la presidente Bongiorno ed  i deputati Costa e Rao che anche personalmente hanno voluto constatare la realtà del nostro presidio Giudiziario non più di due settimane fà. Nella relazione – sottolinea Abbruzzese -  viene messo molto bene in evidenza che per il distretto di Roma sarebbe necessario mantenere  il  Tribunale di Cassino. Questo è perché si tratta di un presidio giudiziario di riferimento per ben 59 comuni, di cui 5 campani, con una densità abitativa di 225.000 abitanti ed una superficie di 1.885 kmq. Inoltre, anche la Commissione della Camera, come già ieri quella del Senato, rilevano che per il mantenimento del nostro Tribunale  basterebbe il semplice accorpamento alla sezione di Gaeta che ha un bacino di 105.000 abitanti con  9 comuni situati ad una distanza da Cassino inferiore della metà rispetto a Latina, ed anche in considerazione dell’alto tasso di impatto della criminalità organizzata derivante dalle infiltrazioni camorristiche in questa specifica area”.

 

“Mi auguro – conclude Abbruzzese – che a questo punto il ministro ed il Governo vogliano tener conto di tali pareri al fine di rivedere la loro posizione, permettendo così la sopravvivenza del Tribunale di Cassino”.

 

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