“Nel 2008 sottoscrissi un accordo di programma con la Regione ottenendo 100 milioni di euro per l’adeguamento delle infrastrutture del servizio idrico, tra cui anche gli impianti di depurazione, che l’ACEA ATO 5 aveva ereditato dai comuni e dal consorzio degli Aurunci.
Risorse che l’attuale Presidente si è lasciato revocare dalla Polverini!”. Così Francesco Scalia, consigliere regionale del PD, in merito alla situazione degli impianti di depurazione nella provincia di Frosinone.
“Inoltre, il caos con il quale Iannarilli ha gestito i rapporti con il gestore – aggiunge Scalia - ha di fatto impedito interventi sulle infrastrutture. Ricordo a Iannarilli che sono ormai più di tre anni che è alla guida della Provincia, e in questo periodo, oltre a polemizzare con la precedente gestione e a distruggere quanto da questa creato, non ha prodotto nulla”.
Sulle quote di tariffa relative agli impianti di depurazione, Scalia ricorda che i rimborsi sono fermi proprio a causa dell’inerzia di Iannarilli e della Regione Lazio, così come ha sentenziato il TAR del Lazio. “Ho presentato più di un mese fa un’interrogazione alla Polverini – dice – chiedendole di dare attuazione alla sentenza del TAR Lazio che, preso atto dell’inadempienza dell’Autorità d’ambito Ato 5, presieduta da Iannarilli, ha ordinato alla Regione di nominare un commissario ad acta per la restituzione delle quote versate indebitamente dagli utenti”.








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