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Crisi, Abbruzzese: anche la semplificazione è leva per crescita Pil. Pmi,58milioni di fondi per sostenere imprenditoria lazio

“La semplificazione è essenziale per liberare risorse per la crescita e lo sviluppo. E le norme diventano importanti, se riescono a far percepire veramente da imprese e cittadini certi cambiamenti che possono avere ricadute positive sull’economia di una regione”. Lo riferisce con una nota il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese.

“E’ per questo motivo – continua Abbruzzese – che sostengo da tempo la necessità di concretizzare questi buoni propositi  attraverso la facilitazione dell’accesso al credito e la semplificazione delle procedure amministrative per le nostre imprese. Sono certo che la proposta di legge appena presentata e che ho voluto sottoscrivere potrà aiutare a raggiungere questo scopo”.

“E’ ciò che ci chiede il tessuto economico e produttivo del territorio che siamo stati chiamati a rappresentare e ce lo conferma – puntualizza il presidente dell’Assemblea regionale – anche oggi il dato registrato dalla Cna Lazio che vede raggiungere il record del 16% in merito al livello di insolvenza delle imprese del Lazio”.

“La Regione Lazio si sta impegnando molto per le Pmi. Basti pensare ai 58milioni di euro che la Giunta ha proprio in questi giorni destinato per sostenere progetti innovativi proposti da imprese strutturate in filiere, sistemi produttivi locali, distretti, consorzi industriali e contratti di rete e che certamente determineranno effetti positivi anche sull’occupazione e sul sociale. Un’azione di governo – ha concluso Abbruzzese – che se accompagnata da un’altrettanto strategica azione legislativa, potrà senza dubbio aiutare ad uscire dalla crisi e a rafforzare la base produttiva dell’economia laziale”.

Pmi; 58milioni di fondi per sostenere imprenditoria lazio

Sono 58 i milioni di euro che la Giunta della Regione Lazio ha stanziato con una delibera a favore delle PMI. “Una risposta concreta alla richieste che ci vengono dal tessuto imprenditoriale regionale. Fondi che serviranno per sostenere progetti innovativi proposti da imprese strutturate in filiere, sistemi produttivi locali, distretti, consorzi industriali e contratti di rete e che certamente determineranno effetti positivi anche sull’occupazione e sul sociale”. Lo ha detto Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio, intervenendo all’incontro ‘La politica non va in vacanza’ che si e’ svolto questo pomeriggio a Ceccano.

Le risorse che potranno essere utilizzati per la ricerca, l’innovazione e il rafforzamento della base produttiva dell’economia laziale e per il sostegno agli spin-off da ricerca, si vanno ad aggiungere alle altre già stanziate precedentemente dalla Giunta per un importo totale di 240milioni di euro.

“Uno sforzo economico  – ha aggiunto il Presidente – che il Governo regionale ha intrapreso proprio per aiutare le aziende a riagganciare lo crescita attraverso una serie di incentivi che serviranno anche ad incrementare il nostro Pil. Solo sostenendo la crescita del Paese e agendo su più fronti si possono dare nuovi impulsi all’economia”.

“Nel 2011, a causa della crisi che imperversa in Italia, solo nel Lazio, c’è stata la chiusura di quasi 6mila attività, 2000 solo nel commercio, 541 tra i servizi di alloggio e ristorazione ed il saldo negativo di 2.274 imprese in tutti gli altri servizi. Bisogna assolutamente invertire questo trend che secondo la Confcommercio del Lazio vede per quest’anno una contrazione dell’1,1% nel mercato dei consumi nella nostra regione. Magari – ha puntualizzato Abbruzzese -puntando maggiormente verso l’estero che invece è l’unico ambito dove si registrano dati in aumento, e dove secondo l’Istat si prevede un aumento dell’export del 12%”. 

“Penso agli investimenti  – ha concluso Abbruzzese – sui distretti industriali che rappresentano un vero e proprio patrimonio di idee e di saperi, messo insieme dal dopoguerra da tante famiglie di imprenditori nel Lazio. Bisogna dunque che questi fondi, insieme a quelli europei, servano a calibrare al meglio la spinta per favorire la spontanea gemmazione del business e a creare  un habitat adatto per sperimentare nuovi percorsi imprenditoriali”.

Di seguito Schema Fondi per le Pmi laziali:

Si tratta di 58 milioni di euro che le Pmi del Lazio (Asse I – Ricerca, Innovazione e Rafforzamento della base produttiva), potranno utilizzare per:

1)“CO-RESEARCH – Avviso pubblico per la presentazione di progetti di Ricerca e Sviluppo in collaborazione, da parte delle PMI del Lazio” (si tratta di progetti di ricerca industriale e sviluppo industriale, agevolando i processi di trasferimento tecnologico) (20milioni di euro);

2)“Avviso pubblico per la presentazione di progetti di innovazione delle micro e piccole imprese” (30milioni di euro);

3)“Avviso pubblico per Sostegno agli spin-off da ricerca” (4milioni di euro)

4)“Avviso pubblico per Voucher per l’Innovazione” (per consentire l’acquisizione di servizi utili ad innovare l’impresa) – 4milioni di euro.

Settori ammessi ai finanziamenti:

A – Agricoltura, Silvicoltura e Pesca

G – Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli

H – Trasporto e magazzinaggio (limitatamente ai codici 49.32 – 49.39 – 49.42 –52.21 – 53)

I – Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione

K – Attività finanziarie e assicurative

 

L – Attività immobiliari

N – Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese

O – Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria

P – Istruzione

T – Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; produzione di beni e servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze

U – Organizzazioni ed organismi extraterritoriali

Sono altresì escluse le imprese operanti nei settori ritenuti sensibili dalla vigente normativa comunitaria:

- industria siderurgica

- fibre sintetiche [relativamente alle produzioni individuate dall’Allegato II degli Orientamenti in materia di aiuti di stato a finalità regionale 2007-2013 (2006/C 54/08)]

- costruzioni navali [secondo la definizione di cui all’art. 2 della Disciplina degli aiuti di Stato alla costruzione navale (2003/C 317/06)] industria carbonifera

 

 

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