Incredibile ma vero. La verità fa male. Il Comune di Colleferro ci ha censurato (o perlomento questo è quanto sta succcedendo da un po’ di giorni a questa parte). Non accetta le critiche e non consente che i suoi dipendenti possano leggere il nostro giornale on-line, libero e scevro da pregiudizi politici e non.
E’ vero, questa è la democrazia che regna nel comune di Colleferro, dove abbiamo “pizzicato”, ricorderete, l’assessore Fabio Colaiacomo che andava in escandescenza in piazza. Probabilmente questa verità ha fatto così tanto male che siamo stati oscurati. Così oltre alle minacce telefoniche, che abbiamo registrato e che ci fanno un baffo, è arrivato anche quest’altro “scherzetto”.
Infatti, tutti i dipendenti comunali fino a qualche tempo fa potevano leggere liberamente il nostro giornale, invece da qualche giorno la cosa non può più essere fatta ed abbiamo ricevuto lamentele da molti per questo fatto; in pratica se si va sul nostro indirizzo IP appare una pagina bianca senza nessuna scritta di errore e molto probabilmente ciò avviene perchè è stato “ordinato” al gestore della rete di inserirlo nei siti sgraditi tipo Blog o social network.
In Italia la libertà di stampa è sancita dall’Art. 21 della Costituzione almeno che Colleferro non sia un comune dell’Australia. La libertà di stampa è una delle garanzie che ogni di Stato di diritto e/o un comune assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider, internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l’esistenza della libertà di parola e della stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente ai membri delle agenzie di giornalismo, ed alle loro pubblicazioni. Si estende anche al diritto all’accesso, alla raccolta d’informazioni ed ai processi che servono per ottenere informazioni da distribuire al pubblico.
Anche come paese integrante dell’Unione Europea l’Italia si impegna a rispettare la libertà di stampa come sancito nella carta dei diritti fondamentali dell’Unione, nell’Art. II-71 che stabilisce la “Libertà di espressione e d’Informazione”.
Ora non resta che attendere la replica da parte del sindaco Cacciotti o da qualche “dirigente” dei pubblici uffici.
Giancarlo Flavi










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