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BASKET DNA. VIRTUS ROMA, ECCO IL PLAY JORDAN TAYLOR

La Virtus Roma ingaggia per la nuova stagione lo statunitense Jordan Taylor. Il playmaker, classe 1989, ha subito mostrato di voler apportare un grande contributo alla sua nuova squadra, questo il commento dell’atleta americano: «Sono molto felice di aver avuto l’opportunità di venire in Italia e di firmare con la Virtus Roma. È un club di grande storia e grandissimo blasone e io guardando avanti spero di riuscire ad aiutare la squadra a far bene per provare a riprendere questa importante tradizione». 

La stagione appena trascorsa, Taylor ha militato nei Badgers dove ha chiuso con 14.8 punti e 4.1assist.

«La firma di Taylor ci lascia molto soddisfatti – dichiara il GM Nicola Alberani che ha chiuso la trattativa - perchè è un rookie che porterà l’entusiasmo tipico della sua giovane età ma anche e soprattutto perché crediamo che il suo stile di gioco gli consentirà un adattamento più veloce al basket europeo. Si tratta di un vero playmaker, uno che ama far giocare la squadra ma che non ha problemi a prendersi responsabilità nei momenti importanti delle gare».

Chi è Jordan Taylor. Nato Bloomington, in Minnesota, Taylor è un playmaker classe 1989, alto 185 cm per 88 kg.Ha frequentatola High Schooldi Benilde-St. Margaret’s, dove riesce da subito a mettersi in mostra agli addetti ai lavori. Nel 2007-2008, infatti, vince il Mr.Basketball Minnesota Award, premio che si assegna al miglior giocatore di High School del Minnesota, dopo una stagione chiusa a 22.3 punti di media e 7.1 assist.

Nel 2009 viene reclutato da Wisconsin, dove diventa uno dei playmaker più interessanti della sua annata. Dopo una stagione da freshman in cui non riesce a lasciare il segno, è nell’anno da sophomore che riesce a farsi largo, mostrando la sua leadership e le sue qualità in fase di controllo del gioco. Chiude l’annata con 10 punti di media e 3.6 assist. L’esplosione avviene nel 2010, anno in cui Jordan è protagonista della sua miglior stagione nel college, segnando 18.1 punti per gara con quasi 5 assist di media e il 43% dall’arco. Quest’annata gli vale l’inserimento negli 11 candidati al Bob Cousy Collegiate Point Guard of the Year Award, un riconoscimento per il miglior playmaker di college americano dato dalla Naismith Memorial Basketball Hall of Fame, vinto poi da Kemba Walker. Nell’ultimo anno ai Badgers chiude con 14.8 punti e 4.1assist, affinando ancor di più le sue doti di playmaker, che potrebbero essergli utilissime in Italia.

Nelle quattro stagioni di college ha praticamente riscritto gran parte dei numeri dell’Università di Wisconsin: è settimo per punti segnati (1533), secondo negli assist (464), quarto nei minuti giocati (3950), sesto nei tiri da tre tentati (484) e settimo in quelli realizzati (180). Così come è settimo per tiri liberi realizzati (372) e tentati (477), decimo per percentuale da tre punti complessiva (39.1%). Ha disputatola SummerLeaguedi Las Vegas con gli Atlanta Hawks, chiudendola con 6 punti e 3 assist di media.

 

 

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