Si è spento all’età di 56 anni. La più grande battaglia della sua vita lo ha visto perdente. Così Steve Jobs muore. Lo hanno definito l’Edison e l’Einsten dell’era digitale, un uomo che ha trasformato il mondo della comunicazione, dell’informazione e dell’informatica. “Uno dei più grandi innovatori americano”, così lo definisce Obama, “mi mancherà immensamente”, dichiara Bill Gates, mentre sul sito della Apple scrivono “abbiamo perso un amico straordinario”.
Tutto il mondo ne piange la scomparsa e sul web impazzano i messaggi di addio all’inventore della mela. Un “rituale del web”, come lo definiscono gli esperti di comunicazione in Internet, che come precedente ha avuto solo la morte di Michael Jackson. Messaggi, ringraziamenti, addii e commozione. Tanta. E sulla scia delle sue frasi, il mondo lo saluta, magari scrivendo quelle parole proprio da una delle sue invenzioni. “Siate affamati, siate folli”, “il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario”. Messaggi di vita che oggi, nel giorno della sua scomparsa impazzano su tutti i siti. Portato via dalla malattia, un tumore al pancreas che in poco tempo lo ha ucciso, ma che non ha portato via con sé le sue stesse idee che corrono come un fiume in piena nel virtuale e nel reale. Già da bambino dimostra eccellenti capacità scientifiche tanto che arriva al diploma a soli 17 anni, nel 1972. Quattro anni dopo viene fondata la Apple. Nello stesso anno si iscrive al Reed College di Portland, per specializzarsi in informatica, ma abbandona gli studi per lavorare. Nel 1974 Jobs coinvolge il suo amico Steve Wozniak e insieme, nel 1976 fondano Apple Computer: Apple I è stato il primo modello prodotto. Ne seguono molti altri, fino all’arrivo, nel 2002, dell’iPod e dello sviluppo della piattaforma itunes, il più grande mercato virtuale legalizzato di musica. Nel 2004 è la volta degli iBook, il 2005 segna la nascita del MacBook, poi l’iPhone e l’iPad. C’è chi dice che in garage, dando un morso ad una mela, Steve Jobs ha inventato il futuro. Quel futuro che oggi è il nostro presente, segnato da un ‘visionaro’ e folle’ uomo.
Paola Longobardi








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